Chi sono


Se state pensando che prima abbia scelto il titolo e che poi mi sia inventato una motivazione, potrebbe anche essere, non lo saprete mai. Ovviamente io affermo, proclamo e dichiaro di aver prima deciso il significato, e solo dopo di aver assegnato un titolo.

E’ un nome un po’ strano, sicuramente discutibile e forse grammaticalmente non troppo corretto. Ma dopo averlo ideato non c’è stato più nulla che mi abbia fatto cambiare idea. L’unico altro titolo in ballottaggio era la forma al plurale, stillatizi latini, che però ha troppe i, e poi volevo che rimanesse la parola latino, presto vi sarà chiaro il perché.

Ma cominciamo dallo stillatizio: con grande sforzo ho consultato il dizionario Zanichelli on line, ottenendo come definizione

[vc. dotta, dal lat. stillatīciu(m) ‘stillante’, da stillātus ‘stillato’ ☼ av. 1498]
agg. (raro, lett.) Che scende stillando.

E allora, forse vi chiederete, cosa sono le stille? Sono le gocce, semplici gocce, solo in tono un po’ più aulico. Questa parola me la ricordo bene perché è in un passo fondamentale di una delle opere scientifiche che più apprezzo, il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo di Galileo Galilei:

«Rinserratevi con qualche amico nella maggiore stanza che sia sotto coverta di alcun gran navilio, e quivi fate d’aver mosche, farfalle e simili animaletti volanti; siavi anco un gran vaso d’acqua, e dentrovi de’ pescetti; sospendasi anco in alto qualche secchiello, che a goccia a goccia vada versando dell’acqua in un altro vaso di angusta bocca, che sia posto a basso: e stando ferma la nave, osservate diligentemente come quelli animaletti volanti con pari velocità vanno verso tutte le parti della stanza; i pesci si vedranno andar notando indifferentemente per tutti i versi; le stille cadenti entreranno tutte nel vaso sottoposto; e voi, gettando all’amico alcuna cosa non più gagliardamente la dovrete gettare verso quella parte che verso questa, quando le lontananze siano eguali; e saltando voi, come si dice, a pié giunti, eguali spazii passerete verso tutte le parti. Osservate che avrete diligentemente tutte queste cose, benché niun dubbio ci sia che mentre il vassello sta fermo non debbano succeder così, fate muover la nave con quanta si voglia velocità; ché (pur che il moto sia uniforme e non fluttuante in qua e in là) voi non riconoscerete una minima mutazione in tutti li nominati effetti, né da alcuno di quelli potrete comprender se la nave cammina o pure sta ferma: voi saltando passerete nel tavolato i medesimi spazii che prima, né, perché la nave si muova velocissimamente, farete maggior salti verso la poppa che verso la prua, benché, nel tempo che voi state in aria, il tavolato sottopostovi scorra verso la parte contraria al vostro salto; e gettando alcuna cosa al compagno, non con più forza bisognerà tirarla, per arrivarlo, se egli sarà verso la prua e voi verso poppa, che se voi fuste situati per l’opposito; le gocciole cadranno come prima nel vaso inferiore, senza caderne pur una verso poppa, benché, mentre la gocciola è per aria, la nave scorra molti palmi »

Salviati alias Galileo Galilei, da il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo

Forse ora qualcuno collegherà questo alla mia sottospecie di formazione scientifica. Ebbene, ha perfettamente ragione. E mi piacerebbe inserire qua e là in giro per il blog qualcosa di scientifico, a seconda delle mie ispirazioni e dei vostri (sì sì, anche tuoi) suggerimenti, senza alcun tabù.

E ora veniamo al latino: le chiavi di lettura possono essere tante, e non so nemmeno io quale preferire. Sicuramente latino suona bene con stillatizio, anche perché non è difficile immaginare che le stille siano un termine di origine latina. Però latino è anche il ballo latino americano, a cui ho deciso di dedicare una sezione di questo blog e del quale sono un grande (ma scarsamente portato) estimatore.

Se poi vogliamo essere pignoli, stillatizio sarebbe un aggettivo, e quindi almeno almeno di fianco ci dovrebbe essere un nome. Ma a me latino piace vederlo come un aggettivo, perché latino è l’aggettivo del ballo. Se però qualcuno avesse da obiettare, mettiamoci d’accordo per dare come versione ufficiale il latino come un nome, e stillatizio come aggettivo. Poi a me non è chiaro come ci si possa immaginare un tizio latino gocciolante, sembra una scena macabra di un film horror, ma chisseneimporta. Se avete qualcosa da obiettare, lo spazio dei commenti è lì tutto per voi.

Ora sapete già tutto quel che c’è da sapere sul titolo, o almeno io più di così non so….

Per chi fosse passato direttamente all’ultimo capoverso per (giusta) pigrizia, mi permetto di sintetizzare il significato del titolo come un gocciolare di pensieri, dalle stille di Galilei a ciò che mi salta in mente, ricordando di mantenere un po’ di eleganza latina, ma puntando all’energia vitale del ballo latino americano.

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2 risposte a “Chi sono

  1. Pingback: Seo Fernandez, stage di salsa e bachata con Latino Selvaggio | Stillatizio latino·

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