Le mie 10 regole per la moderazione dei commenti sugli account social

10_regole_commenti_social

1. Chiunque può commentare. Basta rispettare i punti successivi. Curriculum, ricchezza, ideali politici, razza e qualunque altro parametro sono irrilevanti rispetto al diritto di parola.

2. Se vuoi intervenire, mostra chi sei. Io ci metto la faccia, fallo anche tu. I commenti prodotti da account anonimi o con identità palesemente di fantasia sono destinati al cestino.

3. Tutti possono parlare, ma con moderazione. Il tuo pensiero può essere aggregato in un commento unico, non serve pubblicarne dieci di fila o spezzettare le considerazioni qua e là tra gli altri commenti. I commenti oltre il primo sono già in partenza al limite dello spam.

4. C’è il diritto di parola, ma anche quello di stare zitti. Vuoi dire il tuo parere? Puoi. Vuoi sollevare una questione? Prego. Vuoi muovere una critica? Te ne ringrazio. Questo però non significa che risponderò. Potrei non avere una risposta, non avere tempo di scrivertela o semplicemente non aver voglia di commentare. Le sollecitazioni a  rispondere e i messaggi ripetuti sono spam, quindi vengono rimossi.

5. Ogni post è una storia a sé. Ogni discussione è indipendente dalle altre. I commenti non attinenti all’argomento del post vengono tolti senza pietà.

6. Certi commenti sono inammissibili. Minacce e offese non necessitano spiegazioni, ma molti altri tipi di commenti non hanno motivo di restare pubblici. Mi riferisco ad esempio alle critiche vaghe (“l’articolo è pieno di errori”), alle generalizzazioni (“i tuoi articoli sono sempre illeggibili”, “sei un pessimo giornalista”), alle insinuazioni (“è ovvio che sei stato pagato per scrivere questa roba”), ai commenti sulla mia persona (“sei laureato in fisica, che vuoi saperne di…”) e ai commenti su come commento e metto i like.

7. Se ricevo un tag, deve essere motivato. Ricevo sempre le notifiche per i commenti sotto un mio post, puoi stare certo che li leggerò. Se il commento resta lì, significa che può stare, ma non c’è bisogno che attiri la mia attenzione menzionandomi.

8. Discussioni brevi, per favore. Hai detto la tua opinione, magari mi interessa e mi va di risponderti. Cercherò di condensare la risposta in un unico commento, a cui se vorrai potrai ulteriormente rispondere. Questo non vuol dire che scriveremo altri cento commenti, perché abbiamo scritto subito le cose essenziali (vero?). Sarebbe bello stare tutto il giorno a fare duelli dialettici sui social, ma ho altro da fare.

9. Non dimentichiamo netiquette e grammatica. Scrivere tutto in maiuscolo e aggiungere punti esclamativi a pioggia non renderà il commento più visibile, ma solo più fastidioso. Potrebbe comunque non essere cancellato, ma deve avere contenuti ottimi. Il grado di istruzione non importa, ma se scrivi in una strana lingua che non sembra nemmeno italiano, la voglia di leggerti passa.

10. I messaggi privati hanno le stesse regole. Con la differenza che anziché eliminare il commento bloccherò l’account del mittente.

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