Gramellini e scienziati, buongiorno algoritmi dell’amore

gramellini buongiorno algoritmi scienziati amore

Massimo Gramellini, una delle principali firme de La Stampa, nella sua quotidiana rubrica Buongiorno ha pubblicato lo scorso 6 novembre un breve pezzo dal titolo Abbasso gli algoritmi, prendendo spunto dai risultati di una ricerca comparsa online il 24 ottobre.

Tutto normale, se non fosse che il titolo e i toni usati dal giornalista hanno scatenato tra scienziati e giornalisti scientifici una reazione più o meno corale (vedi qui e qui), perché il pezzo di Gramellini è stato letto come un attacco ingiustificato alla scienza e alla tecnologia.

Curioso, sono andato a vedere di quali algoritmi si parla nella pubblicazione scientifica originale. Pigro, ho usato la ricerca automatica per trovare i riferimenti a qualche “algorithm”. Ebbene, la radice alg c’è solo cinque volte nel testo, sempre e solo riferita all’algoritmo di apprendimento automatico, che non è certo il cuore della ricerca presentata. E non se ne parla mai nel titolo. Mai nell’abstract. Mai nelle conclusioni.

Di che si parla allora? Sostanzialmente di un’analisi dati, che sfrutta l’enorme database di Facebook per cercare un qualche tipo di correlazione tra le reti sociali nei social network e la solidità di una relazione amorosa. Sul fatto che questa ricerca sia utile – e anche del fatto che arrivi a qualche conclusione concreta – ne possiamo discutere. Pare che comunque si tratti di un’indagine volta a ottimizzare la gestione della news feed di Facebook, tant’è che uno dei due autori (Lars Backstrom) si presenta come affiliato della Facebook Inc. L’altro, per la cronaca, è Jon Kleinberg della Cornell University.

Perché Gramellini abbia usato la parola algoritmo otto volte in una manciata di righe, e perché abbia usato proprio questa ricerca per scagliarsi contro gli algoritmi, resta ai miei occhi un mistero. Forse ha preso spunto da qualche articolo di giornale scritto male che travisa la realtà, senza nemmeno leggere la pubblicazione originale. Forse non ha ben chiaro che cosa sia un algoritmo. Forse si è voluto schierare contro le indagini statistiche e ha voluto trovare a tutti i costi un nome altisonante da mettere lassù in cima, sull’URL della pagina.

Che poi – per inciso – non è che queste indagini statistiche su Facebook in generale mi convincano molto. C’è gente che su Facebook mente, chi ha una relazione di cui non lascia nessuna traccia in rete, chi si fotografa mille volte con un semplice amico, chi di situazione sentimentale non ha chiara nemmeno la propria, e anche chi vuole dare un’immagine di un bel rapporto anche se bello proprio non è. Estrarre andamenti statistici dalle auto-dichiarazioni pubbliche non è e non sarà facile, soprattutto se si ha l’ambizione di descrivere in questo modo fenomeni sociali e comportamenti umani. Ma in ogni caso, se paga Facebook e se i risultati sono pure resi pubblici, ben venga. Che male può fare?

Gli algoritmi – quegli altri, vedi Dijkstra e compagni –  invece servono, e senza non potremmo vivere, che ci piaccia o no. Lo ha spiegato bene Marco Cattaneo nel suo blog su Le Scienze.

In ogni caso, se qualcuno vuole sposarsi con me su Facebook, si accettano proposte. Giusto così, a fini statistici.

Advertisements

2 risposte a “Gramellini e scienziati, buongiorno algoritmi dell’amore

  1. Caro Gianluca
    nel mio post http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/11/09/algoritmi-che-passione/772044/ ho sorvolato sulle dure parole di Gramellini per invitare a superare un certo modo “antico” di considerare la razionalità in lotta contro l’intuito, auspicando una maggiore collaborazione tra scienziati ed umanisti.
    E c’è certamente bisogno di maggiore divulgazione in campo scientifico, altrimenti questo spazio sarà comunque occupato, ma con risultati ben più miseri.
    Ti auguro nel tuo futuro da giornalista scientifico di giocare un ruolo di primo piano nella formazione di una seria cultura scientifica in Italia.
    Cordialmente
    Enrico Nardelli

    • Ti ringrazio Enrico per il commento, sono perfettamente d’accordo sulla necessità di superare la contrapposizione tra cultura umanistica e scientifica. A mio parere il punto d’incontro tra le due culture si trova nell’ambito delle scienze umane e sociali, che stanno proprio lì nel mezzo tra i due mondi.
      La mia maggiore perplessità su questa vicenda in generale è che tutto il dibattito sia partito da una ricerca focalizzata sull’analisi statistica di un database (a fini commerciali) a cui si è voluto attribuire una valenza sociale. Una valenza che non credo proprio fosse tra gli obiettivi di chi ha svolto e pubblicato lo studio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...