Bibliofilia spaziale. L’amore per i libri, a qualunque prezzo

soyuzQuando ti capita sotto gli occhi la foto dell’equipaggio di una navicella Soyuz in volo verso la stazione spaziale internazionale, ti rimane ben impresso che, a bordo, di posto per muoversi ce n’è ben poco. Rimanere per più di due giorni rannicchiati in un abitacolo di pochi metri cubi non deve essere piacevole, ma per vedere la terra da lassù gli astronauti sono disposti a questo e altro.
In orbita spesso si portano anelli, gioielli e altri piccoli oggetti per gli amici, ma magari qualche astronauta vorrebbe portare con sé anche qualche oggetto personale un po’ più grande, come ad esempio un libro.
No, i libri non si possono portare, gli astronauti hanno un iPad in dotazione e ci possono caricare quello che vogliono, ma nello spazio di carta non se ne trasporta.

La domanda che sorge naturale e spontanea a questo punto è: quanto costerebbe all’agenzia spaziale far sfogliare agli astronauti un libro o una rivista cartacea, alla vecchia maniera? Dopo una lunga attesa, posso finalmente utilizzare la risposta preferita del mio insegnante di fisica delle superiori: dipende, dipende da come calcoliamo il costo. Se ragioniamo in termini di carburante necessario per fornire al libro l’energia sufficiente ad arrivare in orbita, basta poco. Qualche euro, perché per trasportare 7500 kg di carico servono in tutto 750 mila litri di cherosene, al costo di circa 80 centesimi di dollaro al litro. In proporzione, anche un bel tomo da un chilogrammo costerebbe meno di cento euro. D’altronde, se un chilo in più facesse molta differenza, gli astronauti sarebbero messi a dieta negli ultimi giorni prima del lancio, e si risparmierebbe un bel po’ di denaro pubblico.

Se invece utilizziamo il teorema del viriale per calcolare quanta energia dobbiamo fornire al libro per portarlo in orbita, troveremmo 1,5 107 J per un libro da 0,5 kg che orbita a 370 km di altezza. Se poi convertiamo questa energia in litri di cherosene equivalente, troveremmo un costo addirittura inferiore a un euro. Tuttavia in questo modo avremmo ignorato tutti gli attriti, che nella fase di attraversamento dell’atmosfera sono tutt’altro che trascurabili.

Infine, se ragioniamo in termini del costo totale del viaggio spaziale, troveremmo una cifra spropositata. Il costo della missione per ciascun chilogrammo di materia portato in orbita si avvicinerebbe a diecimila euro. Questi costi comprendono però anche tutta l’attività di ricerca, progettazione, costruzione, addestramento e coordinamento della missione. Costi che non hanno nulla a che vedere con un bel romanzo da leggere a gravità zero.

Per soddisfare le esigenze di qualche astronauta bibliofilo, quindi, sembrerebbero sufficienti un centinaio di euro. Ma c’è un problema di volume: nella Soyuz non c’è spazio a sufficienza nemmeno per stendere le gambe, e non è semplice convincere tutti i membri dell’equipaggio a condividere il minuscolo spazio vitale con i tanto amati volumi di carta.

E poi, chissà come deve essere piacevole sfogliare libri nello spazio, con le pagine che svolazzano da ogni parte.

Crediti immagine: http://gaianews.it/wp-content/uploads/soyuz.jpg

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