È! Paqqua!

Lo è, che vi piaccia o no. Il giorno più importante per chi è credente, il giorno più divertente per i bambini, è arrivato.

Non so cosa stia accadendo nel resto d’Italia, ma dopo interminabili giorni di pioggia qui nella bassa modenese è tornato il sole. Quasi a dirci che è ora che la primavera arrivi per davvero. Certo, qui fuori sembra di essere in un acquitrino più che in una pianura, ma aprendo le finestre il primo sguardo va verso il cielo e finalmente si rivede il sole, dopo una settimana. Il che aiuta ad essere di buon umore.

Cosa mi viene in mente pensando alla Pasqua? Tante cose. Cosa vorrei raccontare qui? Una mia follia: l’apertura delle uova di cioccolato.

La mia tecnica era molto più affinata qualche secolo fa, quando da bambino avevo modo di aprire decine, centinaia di uova di Pasqua ogni anno. Poi mi hanno detto che sono diventato grande (io non vorrei e non ci credo, però a forza di ripeterlo mi stanno convincendo), e il numero di uova a mia disposizione è calato drasticamente nel tempo. E insieme al numero di uova è degenerata anche la mia abilità nell’aprirle.

Uovo

L’apertura perfetta deve avvenire in un solo colpo, senza colpettini di prova o di rifinitura.  L’uovo si deve aprire perfettamente a metà, con i due emisferi separati dalla linea di incollaggio. Un segreto: l’impatto deve essere rapidissimo, con una forza impulsiva impressa dalla mano in posizione da judo. Attenzione però, l’uovo non si deve deformare e non si devono staccare pezzetti.

Questa cosa dei pezzetti nasce da un bisogno ben preciso. Se qualche frammento di cioccolato si stacca, ci sarà sempre qualcuno al tavolo che lo mangerà prima che ve ne possiate accorgere. E, quando ero bambino, il cioccolato delle mie uova era solo mio. Non ero un bambino egoista, assolutamente.

Auguri di buona Pasqua a tutti, in particolare a chi condivide con me il modo di chiamare questa festa. Per esempio Trispito e Il Blob della Chiara, ma vi garantisco che non siamo solo noi tre…

PS: Un Papa bravo e social-attivo su Twitter, cosa possiamo chiedere di più?

Crediti foto: http://viaggiebaci.blogspot.it/

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