Mengoni: banalità o semplicità?

Marco Mengoni ha vinto il festival di Sanremo 2013. È stato il primo a cantare sul palco dell’Ariston, e forse questo gli ha dato qualche vantaggio. La prima canzone che ascolti rimane in testa più facilmente perché si ha ancora la mente fresca e recettiva. Forse gode anche dei favori del pubblico di X-Factor, dei giovani che probabilmente sono la fascia che tele-vota di più. Forse il testo è banale, scontato e in perfetto stile Sanremo. Poi il testo è ripetitivo, non si capisce bene quale sia il messaggio, le rime sono prevedibili e sono sempre le stesse tre.

Se si vuole criticare, non c’è nemmeno tanto da pensare. Queste cose le ho pensate in 30 secondi, fare di meglio non è difficile…

Quando l’ho ascoltata la prima volta ho pronosticato che avrebbe vinto, chi era insieme a me può testimoniare. Avrebbe vinto perché la musica ti rimane in testa, il ritmo è un climax incalzante. Le parole sono semplici e lanciano un messaggio positivo. Alla fine della canzone a me viene voglia di riascoltarla, e non mi capita molto spesso. Credo anche, da perfetto ignorante in materia di musica, che Mengoni abbia qualità canore indiscutibili. Poi può piacere o non piacere, ovviamente ognuno ha i propri gusti.

Ero convinto che avrebbe vinto soprattutto perché è una canzone semplice, che non richiede due lauree o sette anni di conservatorio per essere capita. Quando una canzone è ben riuscita, non hai bisogno di riascoltarla cento volte prima che inizi a piacerti, ti basta sentirla una volta. E quando una canzone è bella la puoi riascoltare a ripetizione per una buona mezz’ora senza stancarti.

Immagino che non tutti siano d’accordo (anzi), ma la mia personalissima opinione è che la musica debba essere più semplice e elementare possibile. È vero che ormai il panorama musicale è così vario che per distinguersi ci vuole di solito qualcosa di originale. Ma forse basta un’idea buona e semplice per colpire. Nella musica ma non solo.

C’è chi sostiene che il mondo sia maledettamente complicato e chi invece ritiene che il mondo sia dei semplici. Se il bello diventa semplice, allora è genialità.

“Sostengono gli eroi, se il gioco si fa duro è da giocare.” Sinceramente preferisco questo messaggio a quello della canzone mono-nota, anche se bisogna ammettere che Elio non delude mai.

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3 risposte a “Mengoni: banalità o semplicità?

  1. Mi dispiace ma dissento: l’idea alla base della canzone mononota è geniale proprio nella sua semplicità: a chi verrebbe in mente di cantare una canzone con una sola nota? Il bello della musica è la variatio tra i 12 semitoni “creati” dall’ingegno umano, mentre Elio è riuscito a costruire una bella canzone basata su una cosa del tutto contro intuitiva nell’ambito musicale. Sarà la mia formazione conservatoriale che mi fa propendere per questo apprezzamento quasi sublime per codesta canzone, ma sinceramente doveva vincere lei (infatti è stata la più votata dalla giuria di qualità). La cosa più importante è che non abbiano vinto i Modà. 🙂

    • Anche quella di Elio non mi dispiace perché è davvero originale… A mio parere manca un po’ un messaggio che vada oltre la musica, ma stilisticamente mi piace un sacco: è già nella mia playlist 😀

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