Frittelle da fisici

Frittelle da fisiciGedankenexperiment, o forse non proprio un esperimento puramente concettuale.

Prendiamo 3 fisici e mezzo, mettiamoli in una stanza, diciamo la cucina ben fornita di un appartamento. Mettiamo davanti a loro una pentola di riso lessato, e ipotizziamo che l’attività di “studio” abbia generato un certo appetito. Cosa accadrà in quella stanza, nelle due ore successive?

Avete immaginato la scena?

Beh, la risposta è quantomai ovvia, frittelle! Sì ok, frittelle, ma frittelle da fisici. E quando un fisico cucina, non lo fa come una brava casalinga, non so se mi spiego.

Se non vi è mai capitato di osservare un fisico cucinare, o ancora meglio un team di fisici all’opera ai fornelli, vi siete persi una delle esperienze da provare nella vita, mi chiedo solo perché non sia stata inserita nell’elenco come ventunesima voce.

In cucina ci sono un sacco di leggi fisiche all’opera, tutte insieme: riscaldare acqua o portarla a ebollizione, pesare ingredienti di ogni genere (che poi sarebbe una misura di massa, tanto per essere pignoli), triturare, montare, mescolare, versare. Un trionfo di meccanica, cinematica, termodinamica, calorimetria, teoria della misura,…. qualcosa di assolutamente irresistibile, il sogno di una vita che si concretizza tutto in un momento.

Beh, ecco, veramente dovremmo distinguere i fisici teorici da quelli sperimentali. Il tipico esemplare di fisico teorico si scontrerà con i problemi più elementari. Come la pentola che sul fuoco diventa calda per davvero, e che quindi per davvero non deve essere toccata a mani nude. O il tempo di cottura che trascorre per davvero mentre si pensa a come ottimizzare il processo, o ancora il fatto che talvolta occorre faticare un po’ per amalgamare bene gli ingredienti. Ecco, magari cerchiamo di non proporre di ricominciare tutta la ricetta da capo solo perché è venuta in mente una ottimizzazione dello 0.1%, il riso non andrebbe sprecato così.

Il prototipo di fisico sperimentale (di cui potete trovare un tipico ritratto sulla sinistra) sarà invece sovraeccitato dalla cosa. Vi immaginate quanti parametri sperimentali ci sono da regolare quando si cucina?!? Potenza dei fornelli, dimensione geometrica di pentole e fornelli, velocità di mescolamento, coefficiente di adesione della superficie della pentola, massa di ciascun ingrediente, tempo di cottura, temperatura ottimale…. Ok ok, avete capito.  E per ciascuno di questi di solito c’è o da fare una misura (che richiede di determinare sensibilità dello strumento, portata, prontezza, oltre che magari una curva di taratura e un’analisi statistica degli errori), oppure si richiede di regolare una opportuna manopola attraverso un processo di calibrazione. Sarebbe meglio, dirà il lettore attento, un controllo a feedback in tempo reale, magari implementato con Arduino con un PID di quelli seri. Obiezione accolta. Comunque è ovvio, se metti (101.3 +/- 0.2)g di farina anziché “un etto”, è evidente che la ricetta non viene bene, non ci vuole molto per immaginarlo. E attenti agli errori di parallasse con le bilance, giocano pessimi scherzi.

Risultato dell’esperimento: 3 ore e 30 minuti dopo, fornelli ricoperti di qualunque possibile ingrediente (presente nella ricetta o no, perché mentre si è in cucina si può fare anche qualche altro esperimentino), fogli pieni di formule e calcoli cervellotici, profumo delizioso e gusto superbo. Solo Gordon potrebbe trovare qualche difetto. Ma soprattutto si ha la consapevolezza che i fisici sanno fare qualcosa, e sanno farlo alla grande, quando si impegnano.

Bene, sperando di aver creato una sufficiente aspettativa, ora non vi resta che cercarvi un fisico-cuoco e metterlo alla prova, vedrete che non vi deluderà.

Ah, ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti è puramente casuale, d’altronde questo non è altro che il risultato di anni di osservazioni sperimentali rigorosamente scientifiche. Scommetto che i lettori fisici mi capiranno, almeno un po’… Ma capiranno molto meglio tutti gli altri.

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4 risposte a “Frittelle da fisici

  1. Guarda che lo sperimentale starebbe ore per trovare tutti i giusti parametri. Il teorico invece farebbe una simulazione al computer che puoi dà in mano allo sperimentale per eseguire la ricetta. Diciamo le cose come stanno veramente. 😀

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