Esperimenti da terremotati, e non solo

celle_solari_infrarossi_celle_fotovoltaiche_infrarosso_02-610x425Riecheggia nella mia mente una citazione che fa più o meno così:

“I fatti sono il 10%, tutto il resto è interpretazione.”

Un po’ poco, pensavo io, ma alla fine ci ho creduto, e ci credo. Forse questa frase andrebbe riferita ad un particolare contesto, ma non mi ricordo quale. Se qualcuno sapesse qualcosa in proposito, lo spazio dei commenti è lì apposta.

E se il 90% è interpretazione, vuol dire che la fetta più grande dipende da noi, dalle nostre menti, da quello che mi piace chiamare inner game, gioco interiore. Ora, 10% è un numero tanto per dire, ci sono cose che influiscono per una fetta ben più grande del 10%. Prendiamo il terremoto, ad esempio: case distrutte, posti di lavoro persi, e tante altre cose anche più gravi. Individualmente c’è chi è colpito all’80, al 90 o anche al 100%. Ma collettivamente credo di no, forse 10% è riduttivo, ma di sicuro si tratta di una fetta piccola. La fetta grande dipende da noi.

E per stare bene, per poter essere felici, non è che ci servano palazzi, monumenti, cattedrali… Quello che conta di più sono le persone. Io, personalmente, sono stato fortunato per la vicenda terremoto: ho ancora una casa e un posto dove studiare, alla fine non è cambiato granché nella mia vita. Ma se fossi senza casa o senza lavoro, quello che potrebbe aiutarmi di più credo sarebbe il rapporto umano con altre persone, con gente che non provi compassione, ma che mi dia un po’ di energia attraverso quello che fa.

Quando ci rapportiamo con qualcun altro, stiamo influendo sulla “fetta grossa” della sua felicità. Abbiamo un grande potere, da cui derivano (perdonatemi la banalità) grandi responsabilità. Se anche la casa del nostro interlocutore è in piedi e ben salda, possiamo sostanzialmente farla crollare noi, metaforicamente. Ma, soprattutto, vale il viceversa. Abbiamo la possibilità di ricostruire, sempre metaforicamente, quello che è andato distrutto, possiamo far sentire che ci sono cose più importanti di quattro mura e un tetto.

Ovviamente gli edifici vanno costruiti, ma c’è già chi è incaricato di occuparsene. Ma invece di pensare solo a controllare il lavoro degli altri (cosa comunque lecita e talvolta molto utile), pensiamo anche a quello che possiamo fare noi. In fondo chi pensa agli edifici deve pensare alla fetta piccola, la fetta grande spetta a noi.

Io sento molto la differenza tra ambienti “umani” di tipo diverso. E ci sono ambienti (più di uno, anzi molti, a pensarci bene) in cui ci si sente bene, parecchio bene. E non è perché intorno ci sono muri di cemento armato.

Se bastasse una sola canzone, si potrebbe cantarla un milione di volte“, dice Eros Ramazzotti. Per ricostruire gli edifici non basta trasmettere energia vitale a chi ci sta intorno, ma probabilmente questo basterebbe per rendere le persone un po’ più felici. E allora, se basta un solo gesto, vale la pena di farlo un milione di volte.

O quanto meno non è il caso di agire al contrario.

Vorrei proporre un esperimentino: prendete due persone, due a caso che vi capita di incontrare (non contemporaneamente) la prossima volta che uscite di casa. Con la prima persona iniziate a lamentarvi e a trastullarvi nei problemi della vita. Tirate fuori un po’ di frustrazioni, un po’ di lamentele, e già che ci siete un po’ di pessimismo cosmico. Con la seconda invece siate positivi ed energici, proponete di fare qualcosa insieme e raccontategli una cosa positiva o divertente che vi è successa o che pensate vi succederà.

Bene. C’è stata differenza? Il risultato dipende anche dalle persone che avete scelto, alcune sono più influenzabili e altre meno, ma la differenza si dovrebbe notare comunque. Forse non avete nemmeno bisogno di farlo, potete anche solo immaginarlo (ma poi perdete la parte divertente).

Ora, se l’esperimento ha funzionato, vi chiedo due cose. Primo, raccontate il vostro esperimento qui sotto. Secondo, ripensate al vostro potere e a quel che volete farne.

PS: alla persona che avete moralmente distrutto cercate di spiegare l’esperimento, o almeno cercate di farle recuperare un po’ di buon umore. Sono sicuro che non si meritava quel trattamento.

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2 risposte a “Esperimenti da terremotati, e non solo

  1. sono proprio d’accordo. in questo periodo mi sto drogando di libri di neuroscienza che dicono proprio quanto conti la rete sociale (reale però, non virtulae, anche se il web usato bene può davvero diventare prezioso). per risolvere i problemi con più serenità, per migliorare la qualità della vita e magari per non sentirsi soli e abbandonati, quando tutto il resto frana…

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