Ci vediamo a Mirandola, in via 29 Maggio

Ho voluto aprire questa sezione del mio blog con un post che vorrei definire non tanto “di speranza” quanto “di realismo”. E’ naturale ricordare con dolore i tragici eventi e le gravissime conseguenze del sisma che ha colpito l’Emilia, casa mia, lo scorso Maggio. Allo stesso modo e’ ovvio trarre spunti politici, scientifici e sociali da tutto ciò che e’ accaduto negli ultimi mesi e che ancora deve accadere.

Per chi, come me, non si occupa di progettare, riparare, costruire, decidere e discutere, non resta altro da fare se non osservare e ricordare. Osservare e ricordare. Tutto ciò che e’ stato impietosamente distrutto dal terremoto rimane ora solo nella nostra memoria e nella nostra mente e – prima che il tempo faccia svanire anche il ricordo – può valere la pena di lasciare qualcosa di indelebile per chi verrà dopo di noi o per chi e’ troppo giovane per poter ricordare. Allo stesso tempo pero’ mi piacerebbe cogliere tutto quello che gli emiliani saranno in grado di far risorgere dalle ceneri (o forse sarebbe meglio dire dalle macerie), perché più che al passato mi piace pensare al futuro, a cosa ne sarà dell’Emilia e delle nostre città.

E allora mi è venuta in mente via 29 Maggio a Mirandola, qualcosa che prima del terremoto non c’era, e che forse non sarebbe mai esistito se la zolla africana non avesse deciso di spingere sull’Europa proprio lì, di fianco a casa mia. Per ora non è molto di più che una striscia d’asfalto che taglia la campagna, ma lì intorno sono in costruzione le scuole. Dagli asili ai licei, una gran parte dei ragazzi di Mirandola e dintorni trascorrerà lì tutte le mattine dell’imminente inverno, e forse anche quelle dei prossimi inverni. In fondo, anche se le scuole non saranno belle come quelle appena distrutte, è bello pensare che tutti i bambini e i ragazzi abbiano un posto dove andare a studiare, tutti insieme.

Spesso mi viene da pensare che il terremoto abbia sostanzialmente riportato indietro gli orologi di qualche decennio, in un periodo nel quale non si davano per scontato nemmeno i servizi fondamentali. Forse in questo modo impareremo ad apprezzarli davvero i servizi,una volta che saranno stati ripristinati tutti quanti. Speriamo che ciò accada presto.

Capisci l’importanza di quello che hai solo quando lo perdi.

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